Crema da gustare – Crema, dolce Crema

Con un nome del genere, Crema non poteva che cedere alla tentazione di golosità zuccherine e leccornie da pasticceria. Persino l’ingrediente principale del celebre Tortello cremasco è dolce. Naturale dunque che sul versante dessert Crema si sia sbizzarrita e abbia prodotto, nel corso della sua storia centenaria, una tradizione dolciaria ricca e variegata.

mieleLa Spongarda, torta bassa e compatta a base di frutta secca, miele e canditi, è il dolce ufficiale, come risulta anche dall’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Lombardia. Le sue origini sono antichissime: secondo la ricostruzione dello storico Pietro Terni, durante un banchetto offerto a Crema dal condottiero Malatesta Baglioni nel 1526, fece la sua comparsa per la prima volta una focaccia bianca di consistenza morbida e porosa, fatta con farina, zucchero, spezie e burro, chiamata “spongia”.

Il dolce si è poi evoluto e rinnovato nel corso dei secoli, con l’aggiunta, nel corso del Settecento, di miele e mandorle tritate all’impasto, fino a raggiungere lo spessore, il gusto e la consistenza attuali: un dolce unico, prodotto attraverso una lunga e delicata preparazione artigianale, in cui un’elastica pastella brisée finemente cesellata racchiude un cuore di mandorle, nocciole, pinoli, noci, frutta candita e torrone in granella, il tutto amalgamato con miele e confettura d’albicocca.

Al 1755 risale la pri­ma bolla d’acquisto di una torta in tutto e per tutto simile alla Spongarda odierna. Da allora, i pasticceri cremaschi hanno tutelato e custodito questa preziosa ricetta, tanto che nel 2009 è nata la Congrega della Spongarda con l’obiettivo di far scoprire il dolce anche oltre i confini del territorio cremasco.

sagra-bertolina Dessert ricercato e raffinato, la Spongarda condivide lo scettro di dolce tipico cremasco con la più povera Bertolina, torta soffice a base di uva fragola. Si tratta di un tipico dolce autunnale, dall’aspetto grezzo e dall’aroma inconfondibile, legato appunto alla maturazione di questo particolare tipo d’uva importato dall’America all’inizio del XIX secolo.
La sua creazione è misteriosa e legata alla leggenda. Alcune storie, tramandate oralmente, legano il nome della torta alle vicende avventurose di Bertoldo e Bertoldino, contadini dall’aspetto rozzo ma assai scaltri. La tradizione più accreditata, invece, vuole che la Bertolina sia nata nel forno del panifico delle “Benedète” di Trescore Cremasco, due sorelle nubili che ne custodivano la ricetta gelosamente, al pari della loro virtù.

La fortuna della Bertolina presso le tavole cremasche è andata sempre crescendo, tanto che ogni anni, a settembre, Crema ospita la Sagra della Bertolina, con annesse degustazioni e una gara culinaria. Un evento che ha aumentato l’affetto e l’apprezzamento dei cremaschi nei confronti di questo dolce rustico ma fragrante e gustoso, celebrato anche dal poeta Ed Warner con un racconto premiato al concorso nazionale di letteratura enogastronomica “Parole di pane”.

Oltre a questi dolci di nobile tradizione, Crema può contare anche sulla vivace inventiva di pasticceri e gelatai locali, che negli anni sono riusciti a sbalordire i palati cremaschi con ghiotte creazioni che sono entrate nel cuore (e nello stomaco) dei più golosi.

Basti pensare alla morbida brioche del panificio La Treccia d’Oro, oppure alla variante della torta mantovana Elvezia messa a punto dalla pasticceria Radaelli, inconfondibile grazie al suo gusto caratteristico di liquore Alchèrmes.

E quando inizia la bella stagione e il sole batte sulla bassa padana, i cremaschi possono contare su numerosissime gelaterie che, dall’Ice Cream di Porta Ombriano alla Gelateria Rosa di Piazza Garibaldi, passando per il G-Glace di Piazza Duomo, punteggiano le vie dello struscio della città. Oltre a queste, vale la pena citare anche la Gelateria Bandirali, recentemente inserita tra le dieci migliori gelaterie della Lombardia dal Corriere della Sera e tra le prime cinquanta di tutta Italia dalla rivista Vanity Fair. Irrinunciabile una ricca coppa al torroncino, consiglia il celebre rotocalco. Da provare.